
«Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.» scrisse Alda. Immaginando un dialogo con lei e con la sua straordinaria sensibilità, probabilmente non senza un timido sorriso, le direi…
Mi piace chi sa cogliere il dettaglio nelle sfumature, la bellezza dell’imperfezione e la perfezione dell’infinito altalenarsi di cose e persone, quelle con le quali ci si impegna perché vogliano rimanere sul nostro stesso cammino, per le quali ci si rassegna se fanno spazio a quello strano percorso chiamato destino. Come pala di un mulino a vento sono in balìa solo di chi crea tempeste dentro di me: chi poco conta, poco mi sposta, e dopo giri vorticosi o flebili oscillazioni, alla fine resto lì, ancorata al mio centro.
Non senza fatica, non senza cadere e poi rialzarmi per ancorarmi di nuovo.
Non senza strappi né ri-cuciture.
Con gli strascichi di quei momenti sul volto e le lacerazioni sulla pelle e ancora più nel profondo. Ma di nuovo ancorata, più salda e pronta a girare più forte, ancora e ancora. Consapevole che in me, come in quel vecchio mulino, si nascondono tesori preziosi come cibo per l’anima. Perché presenza, resilienza e parole gentili sono la chiave di ciò che foraggia e migliora le persone.
Stavolta, àncora e ancora.
#vagheggicasuali
📍Palma de Mallorca, Islas Baleares, España 🇪🇸
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