L’amore ai tempi del Corona (20 aprile 2021)

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Fate un favore alla sottoscritta, che rientra di sfigato diritto negli st***zi che hanno a che fare con mille attenzioni, pregano nel bel tempo per vedere dal cancello o al più in angoli remoti del giardino qualche volto amico (che manca, eccome se manca dopo un anno e mezzo), che non può vedere il suo migliore amico combattere una battaglia durissima e che si è chiuso a riccio per non infastidire nessuno, che non può permettersi il lusso di abbracciare i nipoti né suoceri e parenti anziani in difficoltà, di quelli che già prima avevano a che fare con mascherine e amuchina spalmata come fosse olio lenitivo per le mani; di quel gruppo che, anche oggi, ha perso, come ennesima conseguenza di questa situazione assurda, un altro volto, seppur conosciuto per molto poco, ma rimasto impresso (eh no, non esiste una sola malattia, e non è il centro focale di tutte, ma cercate voi un compromesso per andare a fare altre visite, provate a farvi fare una lastra dicendo di aver avuto Covid e polmonite proseguite con conseguenze per un ammontare di 45 giorni, o trovate una qualsiasi possibilità di esame specifico e le sue tempistiche “celeri”, e via di rapidità e problematiche ulteriori, chiedetelo agli oncologici quanti sia piacevole fare ore e ore di terapie in ospedali da soli, nello sconforto e nel faticare ad alzarsi). Perciò, prego, abbiate decenza e coraggio, autobannatevi e rimuovetevi dai miei contatti (FB, WhatsApp, Instagram e ogni altro luogo che vi piaccia, e chi si è visto che mai più venga rivisto, e non seguitemi nemmeno su questo blog, non sia mai che la Vostra sensibilità possa sconvolgersi) se:

-“sono in prigione

-“meglio le bombe

-“dateci le prove” (certo, chiedetelo ai parenti dei ricoverati in ti se hanno questo gran piacere di regalarvi scorci dei loro cari, che probabilmente non rivedranno più, di pubblicizzarli come strumento per inculcarvi un po’ di dignità e intellighentia)

-“è tutto un comblotto

-“è sempre stata solo un’influenZa

-“io la mascherina la uso, male, a caso, e non la cambio da mesi perché è un costo per arricchire il governo” (certo, perché più malati in giro ci fanno risparmiare per il cerchio dell’economia generale)

-“il vaccino ci impianta il 5G”(e chissà mai che vi svegliate più in fretta)

-“io la mascherina non la uso perché tanto il virus è inventato per fare la dittatura sanitaria del giornale unico del virus” (Porro, io non sono fan di Galli&co, ma ripigliati pure tu)

-“tanto a me non capita perché muoiono solo i vecchi e quelli già malati, io sono sano” (scusate se esistiamo, voi così democratici, così politically scorreg...)

-“è tutto per far fallire i privati” (la manifestazione e la ricerca di normalità è un diritto, e un dovere che deve essere garantito, ma per giungere a questo si deve essere coinvolti a 360º gradi, ovvero includendo il dovere del cliente di rispettare le normative vigenti, che manco una scimmia non addestrata sbaglierebbe)

-“no, quel vaccino è migliore, l’altro mi fa morire, aspetto che lo facciano prima molti altri (oh, Dante, come ci mancano le tue definizioni per i grandi coraggiosi identificabili in Riccardo cuor di cogl**ne), dall’alto della vostra competenza tuttologa in upgrade costante (beati voi)

-“tutto questo perché ci vogliono ostaggi in estate” (perché l’anno scorso avete rispettato tutte -due- le norme, giusto?!)

-se non vi curate del fatto che esistono persone che resteranno soggette e non vaccinabili e chissenefrega, tanto mica è vicino a voi

-se mostrate un (paro de palle) gran coraggio da sobbalzare al colpo di tosse in successione con febbre senza alcun timore

-se vi sentite urtati da cotanto uso di parole e parolacce da una insignificante fragile come me.

È un servizio che mi risparmierebbe tempo, e già ce ne ho messo, a scrivere tutte queste parole. Quelle che questa immagine cancella in un attimo, fra luce, rispetto (toh, esiste anche questo sconosciuto ai più) e calore umano.

Veronica Fino,

Milano, 21 Aprile 2021

(Proprietà intellettuale riservata)

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